Prepararsi a un audit senza farsi venire l'ansia
Chi verifica non cerca la perfezione: cerca coerenza fra quello che dite e quello che risulta.
La settimana prima di un audit, in molte organizzazioni, somiglia a un trasloco: si cercano documenti, si ristampano procedure, si chiede a qualcuno di firmare cose vecchie. È il segnale che il sistema vive nelle persone e non nei documenti.
Cosa guarda chi verifica
Non tanto la bellezza dei documenti, quanto la loro coerenza: che la procedura scritta somigli a come si lavora davvero, che le registrazioni esistano, che le versioni siano tracciate.
Il lavoro si fa prima, un po' alla volta
- una sola versione buona di ogni documento, con la sua data;
- traccia di chi l'ha approvato e di chi l'ha ricevuto;
- le registrazioni raccolte quando succedono, non ricostruite;
- le scadenze visibili prima che scadano.
Il vantaggio collaterale
Un'organizzazione che tiene le carte in ordine risponde in fretta anche a un cliente che fa due diligence o a una stazione appaltante. La stessa fatica, spesa una volta sola.
